L'ARCHITETTURA BIOECOLOGICA

Oggi le attività umane sono caratterizzate da una crescente dipendenza dagli spazi chiusi: nelle aree ad economia avanzata l'uomo passa mediamente il 90% della propria vita in casa, in ufficio, a scuola, infabbrica ecc. La casa, intesa nel senso più ampio del termine, ha sempre avuto, e a maggior ragione ha assunto oggi, un peso estremamente rilevante tra i bisogni primari dell'uomo ed in questo senso è ovvio che la sua qualità, insieme a quella di pochi altri elementi come l'aria e il cibo, è in grado di modificare radicalmente la qualità della vita umana. D'altra parte l'attività edilizia, per il suo enorme peso produttivo, è inevitabilmente uno dei settori industriali a più alto impatto ambientale per gli effetti dell'inarrestabile consumo di territorio, per l'altissimo consumo energetico e per le emissioni in atmosfera ad esso connesse, per il sempre più diffuso utilizzo di materiali di origine petrolchimica che, oltre a rendere l'aria che respiriamo tra le mura delle abitazioni molto più inquinata di quella già pessima che respiriamo fuori, determinano gravi problemi di inquinamento ambientale durante tutto il loro ciclo di vita.

La risposta a tutto questo non può essere che una architettura che sappia rapportarsi in maniera equilibrata con l'ambiente, che sia pensata per le necessità dell'uomo e che sia capace di soddisfare i bisogni delle attuali generazioni senza limitare, con il consumo indiscriminato di risorse e l'inquinamento, quello delle generazioni future. Per necessità di una maggiore comprensione possiamo parlare di Architettura Bioecologica, definizione che nasce dai termini Architettura (arte di costruire), Bio (favorevole alla vita), Eco(in equilibrio con l'ambiente), Logica (intelligente, razionale). E' una definizione che in Italia è stata introdotta dall' Associazione Nazionale Architettura Bioecologica e che, abbracciando tutti i concetti prima espressi, traduce al meglio quello che i Paesi di lingua tedesca, pionieri in questo modo di intendere l'architettura, chiamano Baubiologie. Con architettura bioecologica o bioedilizia non si deve intendere, quindi, un settore specialistico dell'edilizia o, peggio, una moda ma una rilettura dell'Architettura, e quindi del modo di costruire e trasformare il territorio.
Bastano del resto alcuni dati per capire la necessità di architettura bio-ecologica:

Bios (vita)
- il 90% della vita di un cittadino europeo medio viene trascorso in casa
- l'aria che si respira in casa è due - tre volte peggiore di quella che sta fuori casa

Oikos (ambiente)
- il 45% dell'energia prodotta in Europa viene utilizzato nel settore edilizio
- il 50% dell'inquinamento atmosferico in Europa è prodotto dal settore edilizio
- il 50% delle risorse sottratte alla natura sono destinate all'industria edilizia
- il 50% dei rifiuti prodotti annualmente in Europa proviene dal settore edilizio

Dalle scelte relative ai metodi e ai materiali utilizzati per produrre nuovi luoghi di abitazione o, come sarebbe preferibile attendersi, permantenere e rinnovare quelli esistenti, derivano direttamente forti opportunità di abbattimento dei consumi di energia e, di riflesso, delle emissioniinquinanti insieme a rilevanti possibilità di abbattimento dei rischi per la salute degli operatori e degli utenti; rischi legati all'uso di materiali dichiaratamente nocivi nel ciclo edilizio. Enormi e strategiche sono quindi le opportunità di riequilibrio ambientale offerte dall'utilizzo di un diverso modello produttivo ecologicamente orientato nel settore edilizio. Oggi è concretamente possibile, non certo per effetto di esasperazioni tecnologiche ma grazie ad un uso dolce e amichevole della tecnologia, un processo di integrazione di attenzioni diverse e tra loro sinergiche, un percorso progettuale che faccia tornare la casa ad essere un luogo favorevole alla vita dell'uomo e del suo ambiente.

Questo complesso di attenzioni non possono che essere il frutto di ricerche fortemente interdisciplinari e interconnesse e di una radicale rilettura disciplinare dell'Architettura da un lato e di una graduale riconversione dell'industria edilizia dall'altro che utilizzino il rispetto dell'ambiente, la sostenibilità dello sviluppo e la salvaguardia della salute come filtro dei propricampi d'azione o, meglio ancora, come elemento fondante di una nuova cultura del progetto e della pratica edilizia che rimetta l'uomo e la natura al centro del proprio operare. In questa luce, attraverso una attenta e non nostalgica rilettura della storia e della tradizione del buon costruire, si può riprendere un percorso tecnologico interrotto, ridando spessore ad una sapienza spesso sepolta e ricominciando, con strumenti contemporanei, adare risposte semplici ad esigenze fondamentali come quella di costruire eabitare in modo sano e consapevole.


L'ARCHITETTURA BIOECOLOGICA IN ITALIA E L'ANAB

Nel nostro Paese si è cominciato a parlare di architettura bioecologicauna decina di anni fa, con anni di ritardo, quindi, rispetto ad altri paesi europei, in particolare del Nord Europa. Il ritardo ha inciso sulla formazione di professionisti e di conseguenza anche sul numero di realizzazioni a differenza di altri Paesi che oggi possono vantare numerose esperienze concrete e dove il settore produttivo si è da tempo adeguato ad una richiesta crescente mettendo a disposizione del cantiere materiali coerentemente ecologici.
Proprio un gruppo di alcuni fra i primi architetti italiani a interessarsi delle tematiche del costruire bioecologico ha fondato nel 1989 l'ANAB (Associazione Nazionale Architettura Bioecologica), prima associazione del settore ad essere costituita nel nostro Paese.
Le competenze che l'Associazione è in grado di esprimere ne fanno il soggetto più credibile e aggiornato tra quanti oggi operano in questo settore grazie anche alle collaborazioni istituite con istituti europei quali IBN e IBO; ANAB, inoltre, è socio fondatore di ECOHB Europe + ECOHB Global Network Ecobiology, forum internazionale di associazioni che operano nel campo dell'Architettura Bioecologica.
L'Associazione, attraverso corsi, convegni, mostre, pubblicazioni scientifiche, l'attività di certificazione dei materiali, la rivista L'Architettura Naturale e il trimestrale Notizie ANAB, si occupa di promuovere una nuova etica del costruire e dell'abitare come risposta allo stato di progressivo degrado e distruzione dell'ambiente che ci ospita.

Chiunque condivida le finalità dell'Associazione può iscriversi all'ANAB rivolgendosi a: Notizie ANAB, tel. 0481/483337,fax 0481/485721, e-mail: notizieanab@meet.it.


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